Copertina EsCAC: cambiare sguardo per cambiare il modo di essere nella relazione

EsCAC: cambiare sguardo per cambiare il modo di essere nella relazione

Esperto Cinofilo nell'Area Comportamentale con approccio cognitivo-relazionale, sistemico e integrato

Ci sono percorsi di formazione che aggiungono conoscenze a ciò che già sappiamo.
E ce ne sono altri che ci chiedono qualcosa di più difficile: mettere in discussione il modo attraverso cui abbiamo imparato a guardare.

EsCAC nasce da qui.
Dalla convinzione che occuparsi di comportamento, relazione e riabilitazione non significhi soltanto acquisire nuovi strumenti professionali, ma interrogare profondamente il paradigma dal quale osserviamo il cane, l'essere umano e il mondo vivente.
Perché il modo in cui lavoriamo dipende dal modo in cui guardiamo. E il modo in cui guardiamo dipende, a sua volta, dall'idea che abbiamo dell'altro, della natura e di noi stessi.

Il percorso EsCAC - Esperto Cinofilo nell'Area Comportamentale nasce come formazione avanzata per chi desidera specializzarsi nell'area riabilitativa attraverso un approccio cognitivo-relazionale, sistemico e integrato.

Ma dietro questa definizione c'è una domanda molto più grande:
Che cosa significa davvero prendersi cura di un altro essere vivente?

Dal comportamento all'individuo

Il comportamento è importante. È ciò che vediamo, ciò che spesso conduce una famiglia a chiedere aiuto ed è ciò che, nel lavoro riabilitativo, dobbiamo saper osservare, comprendere e affrontare con competenza.
Un cane può manifestare paura, aggressività, difficoltà nella separazione, comportamenti distruttivi, stati di forte attivazione o, al contrario, forme di chiusura e arresto. Sono manifestazioni reali e richiedono una presa in carico reale.
Ma il comportamento non accade nel vuoto.
Dietro ciò che osserviamo esiste un individuo. Esistono un corpo e un sistema nervoso. Una storia evolutiva e una storia individuale. Esistono esperienze, apprendimenti, emozioni, vulnerabilità, memorie, relazioni. Esiste un ambiente. Ed esiste una famiglia che, a sua volta, è un sistema vivente.
Per questo il comportamento rappresenta per noi contemporaneamente un oggetto di intervento e una porta d'ingresso verso qualcosa di più vasto.

Non ci chiediamo soltanto: Come possiamo modificare ciò che sta accadendo? Ci chiediamo anche: Perché sta accadendo? Che cosa sta esprimendo questo individuo? Quali condizioni hanno partecipato alla costruzione di questa difficoltà? Quali relazioni la attraversano? Quali risorse possiede questo cane? Quali possibilità non abbiamo ancora visto?
L'approccio sistemico ed ecologico di ACUA nasce precisamente dalla necessità di tenere insieme queste dimensioni e di non ridurre la complessità dell'individuo al comportamento che manifesta.

La complessità non è un problema da semplificare

Per molto tempo la cultura occidentale ha costruito il proprio sapere attraverso la separazione: corpo e mente, individuo e ambiente, umano e animale, natura e cultura, osservatore e osservato.
Abbiamo imparato a comprendere la realtà dividendola in parti sempre più piccole. Questo metodo ci ha permesso di conoscere moltissimo. Ma quando ci troviamo davanti a un sistema vivente, la parte non è sufficiente a spiegare il tutto.
Un comportamento non appartiene soltanto a un cervello. Un'emozione non appartiene soltanto a un individuo. Una relazione non appartiene mai a uno soltanto dei soggetti che la compongono.
È per questo che EsCAC mette in dialogo discipline differenti: etologia cognitiva, fisiologia, neuroscienze, epigenetica, PNEI, medicina veterinaria comportamentale, nutrizione, sistemica relazionale, Teoria Polivagale, fisiologia dello stress, trauma, attività olfattive, età evolutive ed Ecologia Profonda.
Non per sovrapporre saperi. Ma per imparare a pensare per connessioni.

Ecologia Profonda: tutte le cose sono tra loro connesse

L'Ecologia Profonda non rappresenta, per ACUA, semplicemente uno degli argomenti del programma. È una delle radici filosofiche attraverso cui leggere l'intero percorso.
Perché l'ecologia, nel suo significato più profondo, non riguarda soltanto la tutela della natura.
Riguarda il nostro modo di percepirci all'interno della vita.
Significa abbandonare progressivamente l'idea di un essere umano posto al centro, separato dal resto del vivente, osservatore esterno di una natura che può studiare, controllare e utilizzare.
Significa cominciare a riconoscerci come parte di una rete.
Nella visione dell'Ecologia Profonda, la cura cambia natura quando l'Io si amplia fino a comprendere l'altro e la protezione della natura viene percepita anche come protezione di noi stessi.
È un passaggio radicale. Perché se l'altro non è più qualcosa di completamente separato da me, cambia inevitabilmente il modo in cui entro in relazione con lui. E cambia anche il significato della cura.
Non si tratta più soltanto di intervenire sull'altro. Si tratta di comprendere la relazione della quale anche noi facciamo parte.

Perché tutte le cose sono tra loro connesse

Questa frase attraversa profondamente la visione di ACUA.
La concezione dell'animale come macchina e della mente come realtà separata dal corpo lascia spazio a una lettura del vivente nella quale dimensione biologica, cognitiva, sociale ed ecologica sono integrate.
Questo significa che non possiamo comprendere davvero un cane separandolo dal suo corpo.
Non possiamo comprendere il corpo separandolo dalle emozioni. Non possiamo comprendere le emozioni separandole dalla storia. Non possiamo comprendere la storia separandola dalle relazioni. E non possiamo comprendere le relazioni separandole dall'ambiente nel quale prendono forma.
Il vivente è relazione.
Ed è proprio nel passaggio da una visione lineare a una visione sistemica che cambia profondamente anche il nostro lavoro.

Da "cosa devo fare?" a "cosa sto osservando?"

Una delle trasformazioni più importanti nella formazione di un professionista avviene quando smette di cercare immediatamente una tecnica. Non perché le tecniche non siano necessarie. Lo sono. Ma una tecnica diventa realmente professionale soltanto quando nasce da una capacità di osservazione sufficientemente profonda.
Davanti a una difficoltà comportamentale è rassicurante chiedersi: "Cosa devo fare?"
EsCAC prova ad aggiungere una domanda precedente: "Cosa sto realmente guardando?"
Perché prima dell'intervento viene lo sguardo. Prima della risposta viene la domanda. Prima della tecnica viene la comprensione.
Formare un Esperto Cinofilo nell'Area Comportamentale significa allora costruire una forma mentis capace di effettuare valutazioni su più livelli e di considerare anche quelle componenti che una lettura superficiale potrebbe trascurare.

Il cane non è il suo problema

C'è poi una conseguenza etica fondamentale: un individuo non coincide con ciò che, in un determinato momento della propria vita, non riesce a fare.
Un cane che ha paura non è la sua paura. Un cane che aggredisce non è la sua aggressione. Un individuo traumatizzato non è il proprio trauma.
La difficoltà appartiene alla sua storia, ma non ne esaurisce l'identità.
Nel percorso EsCAC il lavoro riabilitativo viene affrontato considerando influenze genetiche ed epigenetiche, stress cronico, esperienze traumatiche, attaccamento e alterazioni dello stato regolatorio, ma anche potenzialità, connessioni e possibilità dell'individuo.
Riabilitare, in questa prospettiva, non significa normalizzare. Non significa costruire un individuo più comodo per il mondo umano. Significa cercare, insieme a lui e al sistema nel quale vive, nuove possibilità di esistenza.

La soggettività dell'altro

Riconoscere il cane come individuo significa anche accettare qualcosa che può essere scomodo: l'altro non esiste per corrispondere alle nostre aspettative.
Ha bisogni propri, preferenze, motivazioni, modalità relazionali, tempi, vulnerabilità, possibilità. E persino modi di realizzarsi che possono non avere l'essere umano come centro.
Questo ci costringe ad abbandonare una domanda profondamente antropocentrica: Come posso fare in modo che questo cane sia ciò che io desidero?
per sostituirla con: Chi è questo individuo e di che cosa ha bisogno per poter esprimere pienamente se stesso?

Cambiare il nostro modo di lavorare significa cambiare noi stessi

Ed è qui che EsCAC supera definitivamente i confini di un semplice corso professionale.
Perché possiamo studiare sistemi, relazioni ed Ecologia Profonda quanto vogliamo, ma prima o poi quella stessa prospettiva si rivolgerà verso di noi.
Se tutto è relazione, anche l'osservatore appartiene al sistema che osserva.
Entriamo nel lavoro con la nostra storia. Con le nostre aspettative. Con ciò che sappiamo. Ma anche con i nostri automatismi, i nostri giudizi, il nostro bisogno di trovare rapidamente una soluzione, la nostra difficoltà a sostare nell'incertezza.
Lavorare sulla relazione significa allora imparare a osservare anche il modo in cui noi entriamo nella relazione.
Non possiamo chiedere apertura senza essere disponibili ad aprirci. Non possiamo accompagnare un cambiamento rimanendo rigidamente aggrappati alle nostre certezze. Non possiamo parlare di soggettività dell'altro se continuiamo a interpretarlo esclusivamente attraverso le nostre categorie.
Per questo EsCAC parla di un cambio di paradigma personale e professionale, capace di modificare il modo di vedere il mondo, gli altri e se stessi.
Ed è forse qui che si trova il cuore più profondo del percorso.

Formare professionisti capaci di stare nella complessità

Naturalmente tutto questo richiede conoscenza. Molta.
EsCAC è un percorso strutturato in 200 ore di teoria e 200 ore di pratica, con lezioni, laboratori esperienziali e tirocinio in contesti differenti.
La formazione attraversa il comportamento dalle sue basi fisiologiche fino alle dimensioni relazionali e ambientali; affronta stress, emozioni, trauma, Teoria Polivagale, medicina comportamentale, nutrizione e PNEI, olfatto, prevenzione nelle età evolutive, lavoro in canile e analisi di casi reali.
E insegna anche a riconoscere i confini della propria professione. Quando emerge il sospetto di una patologia comportamentale, l'EsCAC deve riferirsi al Medico Veterinario Esperto in Comportamento, lavorando all'interno di una rete multidisciplinare.
Perché pensare sistemicamente significa anche comprendere che nessun professionista, da solo, possiede tutto lo sguardo.

Non cercare risposte più semplici. Imparare a fare domande più profonde.

Forse è questo, alla fine, ciò che vorremmo lasciare a chi attraverserà EsCAC.
Non soltanto più conoscenze. Non soltanto più strumenti. Ma uno sguardo diverso.
Uno sguardo capace di vedere il comportamento e, contemporaneamente, l'individuo. Il cane e la famiglia. Il corpo e la mente. La biologia e la relazione. La vulnerabilità e la possibilità. L'individuo e l'ambiente. L'altro e noi stessi.
Uno sguardo capace di accettare che la realtà vivente sia complessa e che comprenderla non significhi necessariamente ridurla.
L'Ecologia Profonda ci invita proprio a questo: porci domande più profonde.
Ed è forse da qui che dovrebbe iniziare ogni professione fondata sulla relazione.
Perché cambiare il nostro modo di lavorare con il cane significa inevitabilmente cambiare il nostro modo di guardarlo. Cambiare il modo di guardare il cane significa cambiare il nostro modo di pensare la relazione.
E cambiare il modo in cui pensiamo la relazione, alla fine, significa anche cambiare il modo in cui abitiamo il mondo.

EsCAC 2026-2028

Il percorso Esperto Cinofilo nell'Area Comportamentale - EsCAC inizierà il 10 novembre 2026 ed è rivolto a chi possiede la qualifica di Educatore Cinofilo o è in formazione.
Una formazione per chi desidera acquisire competenze avanzate nell'area comportamentale.
Ma soprattutto per chi sente che, per lavorare davvero nella relazione, non basta imparare nuove cose. A volte è necessario imparare a vedere in modo nuovo.


Perché tutte le cose sono tra loro connesse.

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